Il primo scatto

Eccomi di nuovo qui, e oggi vi parlerò del primo scatto di Musica Nomade.

Luogo: Bari
Artista ritratto: Gianluca Petrella
Strumento musicale: il Trombone

Come vi ho accennato nel primo post, l’idea di progetto è nata a Londra, ma ha preso ispirazione da due precedenti immagini realizzate casualmente nelle mie due città: Bari e Milano.
Bari è la città dove sono nata e da essa ho ereditato il calore, il sole, i profumi, il mare; Milano è la città dove vivo e dove ho vissuto gli anni più importanti della mia vita, dalla quale ho acquisito l’internazionalità, l’energia, il movimento, gli obiettivi e il lavoro. A Bari sono nate le mie radici, a Milano sono cresciuti i miei rami che si estendono verso il mondo.
Rimanendo nell’ordine delle coincidenze, lo stesso è successo per Musica Nomade, perché proprio a Bari è nato il primo scatto di questo progetto.

Gianluca Petrella, musicista jazz (ma non solo) anche lui di origini baresi, è considerato uno dei più bravi trombonisti al mondo e di sicuro un grande orgoglio per l’Italia. 

Io e Gianluca siamo amici, abbiamo lavorato insieme su alcuni progetti con Nicola Conte, e ho avuto il piacere di ascoltarlo tantissime volte in concerto, in generi e formazioni totalmente diverse fra loro, dove la sua “voce” aveva sempre qualcosa da dire, modulandosi ma rimanendo sempre la stessa, profonda e viva.

Il compositore Hector Berlioz affermava:“Il trombone, a mio avviso, è il vero principe di quella razza di strumenti a fiato che ho definito “epici”. Possiede in effetti nobiltà e grandezza al grado più sublime; ha tutti gli accenti gravi o possenti dell’alta poesia musicale, dall’accento religioso, imponente e calmo, fino ai clamori sfrenati dell’orgia. Sta al compositore farlo di volta in volta cantare come un coro di sacerdoti, minacciare, gemere sordamente, mormorare un lamento funebre, intonare un inno di gloria, esplodere in orribili urla, o suonare la sua fanfara per risvegliare i morti e condannare i vivi.” 

Oggi condivido a pieno questa affermazione! Ma quando ho conosciuto Gianluca, nel 2013, qualche mese prima di questo scatto, mi ero avvicinata da pochi anni al jazz. Conoscevo poco la sua musica e non avevo mai apprezzato più di tanto il trombone come strumento!

Nella vita scegliamo ciò che ci piace, ma non ci può piacere ciò che non conosciamo! Semplicemente perché nel nostro cervello e nel nostro cuore non c’è ancora l’informazione “esiste questa cosa qui”! Da bambina i miei genitori ascoltavano musica classica e mi hanno spinto a studiare pianoforte e violino. Dall’adolescenza in poi, il mio mangiacassette macinava Rock, Blues, pop e cantautoriato! Ma  il Jazz era quasi uno sconosciuto fino a quando sono arrivata a Milano e ho cominciato a frequentare il Blue Note. 

Da “ignorante”, in quanto amante ma non esperta di musica, ogni genere o periodo storico musicale poneva la mia attenzione su alcuni strumenti piuttosto che su altri, in base alla frequenza dell’utilizzo degli stessi, soprattutto nei ruoli da solista. Alla musica classica associavo il pianoforte e gli strumenti ad arco (tutti gli altri strumenti erano per me “parte dell’orchestra”), alla musica moderna associavo chitarra e batteria (solo dopo ho compreso l’importanza del basso), gli ottoni erano troppo legati al concetto di “banda” per poter attrarre il mio interesse, tranne la tromba! Questo strumento meraviglioso per me “era il jazz”! Pur non conoscendo il Jazz, amavo tantissimo Chet Backer, Luis Armstrong e Miles Davis! Adoravo anche Paolo Fresu, ed è stato quando sono andata al Blue Note per sentire lui, che suonava con una Brass Band, che ho conosciuto Gianluca Petrella! 

Fino ad allora, devo ammettere, che non avevo mai “considerato” il trombone come uno strumento del quale ci si potesse innamorare! Ma quella sera, per il trombone di Gianluca, ho perso la testa!

Dopo quel concerto, sono tornata a casa e ho cominciato a cercare la sua musica. Il brano su youtube che per primo mi ha colpito è stato: “The cosmic” suonato dalla sua “Cosmic Band”.
Una persona curiosa come me che si chiama “Giove”, non poteva non avere una passione anche per il cosmo, i pianeti, le stelle!

Il pezzo di Petrella, sin dal primo ascolto, si è rivelato un “fottutissimo” viaggio nel cosmo attraverso il suono!
Bastava far partire la musica e chiudere gli occhi ed ecco che cominciava l’avventura nel blu, prima liberando il corpo dalla gravità, poi scoprendo una serie di luci che si accendevano gradualmente intorno. D’improvviso l’incalzare dell’adrenalina, fino a giungere ad esplosioni pazzesche di energia, per poi tornare a galleggiare nel cosmo.


Se non conoscete Gianluca e vi accorgete che suonerà dalle vostre parti, vi invito ad andarlo a sentire! E soprattutto vi invito a conoscere meglio questo strumento pazzesco che è il trombone!

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